| INDIEPOP.IT 22 /2/2007 MIOU MIOU: INTERVIEW Salvatore Patti Il particolare piu curioso dei Miou Miou e che cantano in francese pur essendo una band boema. Lo fanno per puro amore dei suoni, tanto che Karolyna Dytrtova , la cantante del gruppo, e cosciente del fatto di dover lavorare molto su una pronuncia che a noi appare esotica ma per i francofoni e ancora abbastanza incomprensibile. La scelta e tuttavia una forte indicazione dell'estetica dei Miou Miou, che mettono il suono al centro di tutto: il loro album "La La Grande Finale" e caratterizzato da una cura certosina per i particolari che rende il prodotto finito un lavoro di altissimo livello, sia compositivo che tecnico, in cui allo stupore per l'immediatezza delle scelte melodiche si sostituisce presto l'ammirazione per la complessita e la precisione degli arrangiamenti. Insieme dal 2003 dopo il ritorno di Karolina dalla Danimarca, la band si riunisce attorno alla piccola scena di Pardubice e inizia una inarrestabile ascesa che li porta nel giro di due anni ad ottenere support slots per B.Fleischmann e Masha Qrella, a pubblicare un singolo sperimentale (Analogue & Acoustique) citato in audioblog e compilations dentro e fuori la Repubblica Ceca e infine a un progetto grandioso come "La La Grande Finale" (suonato da oltre 20 musicisti in studio), lodato sia in USA che in UK. Qui in redazione e stato amore a prima vista, e la voglia di scoprire qualcosa di piu sul gruppo Ceco e seguita naturalmente. Karolina e il tastierista Jara Tarnovski rispondono alle nostre curiosita. Cominciamo con una breve storia della band. Sappiamo che siete insieme dal 2003, ma in che ambiente musicale e nata? La scena musicale indipendente Ceca e molto attiva? Jara: Suonavamo tutti in band locali
prima di formare i MM – i generi musicali spaziavano dall'elettronica
sperimentale al blues, un mix exclettico che si e trasferito nella
nostra musica. La cosa e interessante e che quasi tutti suonavamo
uno strumento diverso da quello che utilizziamo adesso: ad esempio
Karolina suonava il basso e la chitarra classica, e non aveva mai
cantato in pubblico prima. L'aspetto principale del vostro suono e l'abilita nell'incastrare l'eleganza del cantato con una costruzione strumentale molto ricca, spesso impetuosa. In che modo nascono le due parti? Separate o unite? Jara: E diverso per ogni canzone,
ma di solito partiamo da un semplice collegamento ritmico e dalla
struttura melodica del pezzo, compresa la base vocale. Poi ogni canzone
ha bisogno di crescere e rafforzarsi – un po' come un bambino. Noi
nutriamo le nostre canzoni con arrangiamenti strumentali e vocali.
Ammiriamo band come American Analog Set o White Birch che usano arrangiamenti
semplici e brillanti, ma siamo attratti dai grandi sottofondi strumentali
che combinano suoni acustici ed elettronici, fiati, archi eccetera. Un disco immediato e catchy come "La
La Grande Finale" corre il rischio di essere consumato troppo
in fretta. Ma nel vostro caso non succede, probabilmente perché e
messo insieme con grande attenzione ai dettagli e ai suoni. Esiste
una parte di improvvisazione nel vostro modo di fare musica o passate
molto tempo sul perfezionamento dei brani? Qualcuno di voi ha ricevuto
un'educazione classica? Utilizzate la voce come un ulteriore strumento
in chiave melodica, un po' come facevano i Cocteau Twins, e in generale
l'uso della voce e l'elemento di maggior fascino dei MM, ponendosi
a meta strada tra il gioco e la sensualita. E' corretto dire che il
puro suono della voce e piu importante dei testi per voi? Che tipo
di lavoro fa Karolina sulla sua voce? Qual e il vostro ideale di perfezione pop in musica? Considerate la melodia la parte piu importante di una canzone? Jara: Non ho idea di cosa sia il
pop perfetto :-) Come sono i MM dal vivo? Siete costretti a ridurre gli arrangiamenti e la strumentazione dei pezzi? Karolina: Dal vivo usiamo soltanto
percussioni, chitarre, tastiere analogiche e voce. Nessun campione,
tutto e live al 100%. E ovviamente la differenza tra il disco, dove
puoi sentire sino a 20 strumenti insieme, e il concerto e evidente.
Ma cerchiamo di non adattare le due versioni l'una all'altra. Le versioni
dal vivo sono piu dirette e crude, ma a causa di questo a volte i
meriti della canzone emergono meglio – perché cio che rimane e la
cosa piu importante. Ci potete dire qualcosa dei vostri dischi precedenti? In particolare sull'EP "Analogue & Acoustique", che sembra essere un progetto sperimentale. Karolina: L'idea e nata alla meta
del 2004. Dopo il nostro mini-album di debutto la cosa piu logica
sarebbe stata pubblicare un album, invece siamo andati nella direzione
opposta e abbiamo registrato due pezzi molto brevi. Durante le registrazioni
abbiamo utilizzato solo strumenti acustici ed analogici oltre alla
voce. Ne sono risultati due pezzi piuttosto lontani dal nostro sound
usuale – sono i MM circondati da campanellini, tintinii e piccole
macchine in uno studio casalingo. La canzone "360°" ha l'andamento
di una ninna-nanna. E' nata spontaneamente in lingua inglese, e l'abbiamo
lasciata cosi. E' un po' cheap, un po' trendy e speriamo che sia venuta
bene :-) Mi pare che abbiate un background musicale comune a band definite "post-rock" come Stereolab o Pram: le frequenti iterazioni, i rimandi ai sixties, la passione per Gainsbourg, ma a differenza di loro non includete elementi futuristici o influenze kraut nel vostro suono. Jara: Si, e possibile che questi
elementi futuristici non siano presenti nella nostra musica quanto
lo sono nelle band che citi. E d'altra parte noi non usiamo oscillatori
e theremin spesso quanto loro :) La nostra poetica e anche molto piu
rurale che metropolitana, e questa qualita si riflette nella musica:
non c'e occasione per molte grandi visioni futuristiche in campagna.
In ogni caso siamo stati influenzati direttamente o indirettamente
da molti degli artisti che hai citato, comprese band krautrock come
i Can o i Neu. Che tipo di riscontri ottenete in patria,
sia dalla stampa che dal pubblico? E che reazioni suscitano i vostri
dischi all'estero?
Jara: Penso che il nostro suono
avesse dei tratti ben distinti sin dall'inizio. Per prima cosa la
voce di Karolina, il suono delle tastiere analogiche Vermona e basi
ripetitive e minimaliste per le canzoni. Ci e piaciuto molto combinare
strumenti elettronici ed altri effetti con strumenti puramente acustici
come il vibrafono, il flauto e vari strumenti etnici. Il piano e di
continuare con questo tipo di fusione.
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